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  • Psicologia dei Processi Sociali, Decisionali e dei Comportamenti Economici

    È utile aprire questa presentazione del corso di laurea magistrale con una breve premessa.

    Molti ritengono che la psicologia si limiti allo studio dell’interiorità e della mente del singolo, ma si tratta di un’immagine riduttiva della disciplina. Esiste, infatti, un’importantissima psicologia che studia l’interazione tra le persone – nei gruppi, nelle organizzazioni e nelle collettività – per comprendere come il nostro sistema di relazioni influenzi pensieri, sentimenti e comportamenti e ne sia a sua volta influenzato. PPSDCE è un corso di laurea che adotta questo sguardo prospettico, superando una distinzione rigida tra individuale e sociale per offrire una lettura integrata dei fenomeni complessi della modernità.

    Per questo, il corso di laurea magistrale di PPSDCE è prima di tutto una comunità di studiosi, ciascuno dei quali ha scelto di contribuire a questa proposta formativa a partire da una visione comune dell’apporto della psicologia alla società. Pur con differenze di sensibilità e di interessi scientifici, i docenti condividono infatti la convinzione che la psicologia possa concorrere a dare soluzione ai problemi e ai grandi dilemmi che a diversi livelli caratterizzano le società contemporanee, e che costituiscono sfide sempre nuove, dal momento che il cambiamento è una delle cifre fondamentali del nostro tempo.

    PPSDCE è dunque nata come una proposta innovativa e “aperta” ai più recenti sviluppi e ampliamenti della disciplina. Studiare in PPSDCE non significa solo acquisire i fondamenti delle diverse discipline previste dal corso di studi, ma soprattutto, “partecipare” dello spirito di questa comunità. Il corso di studi non è, infatti, solo una successione di esami, ma anche l’occasione di entrare in contatto, in diversi modi, con i percorsi di studio, le collaborazioni a livello sociale, istituzionale ed economico, i programmi di ricerca che i docenti di PPSDCE hanno sviluppato negli anni in misura consistente, come testimoniato dagli elenchi che chiudono questo documento. A PPSDCE, dunque, non si accede semplicemente nel ruolo di studenti che vogliono acquisire un titolo di studio, ma in senso più ampio come fruitori del potenziale scientifico e professionale offerto da questo percorso di studio. Il corso di laurea si è infatti dato un modello dinamico di funzionamento, che prevede una forte e crescente apertura al “territorio” e all’internazionalizzazione, per declinare i saperi specialistici della psicologia attraverso esperienze concrete di ricerca e di pratica professionale. Questo ha consentito innanzitutto di arricchire la formazione in un’ottica professionalizzante e di promuovere linee di ricerca innovative.  Allo stesso tempo, permette di mantenere viva una capacità di ascolto verso gli interessi dei nostri interlocutori nella società e verso le problematiche che affrontano. Ci auguriamo in questo modo di riuscire ad identificare linee di tendenza significative sul mercato del lavoro e sui possibili sbocchi professionali dei nostri laureati, e di poter offrire un’ampia e articolata area di competenze al territorio nel quale operiamo.

    Aree di Studio

    Il potenziale formativo e di ricerca del corso di laurea si articola su tre grandi aree, integrate tra loro e intese come campi di indagine e di interesse scientifico, che ne fondano l’organizzazione.

    1) Area di base

    PPSDCE è, in primo luogo, un’istituzione di formazione e di ricerca sui processi mentali sottostanti a tutti i processi psicologico-sociali. Per sviluppare conoscenze e modelli di intervento in ambito sociale è infatti necessario acquisire un’adeguata competenza sui meccanismi di base del funzionamento della mente nelle situazioni collettive; questo implica acquisire consapevolezza di come si formino le conoscenze nei contesti sociali complessi, di come queste conoscenze (frutto dei processi cognitivi)  vengano comunicate nelle articolazioni della società generando decisioni e, infine, dell’influenza dei tratti di personalità su ciascuno di questi processi.

    Una seconda dimensione di base è costituita dalla competenza metodologica, che si pone a fondamento dell’attività di ricerca. Ciò che, infatti, distingue lo studio scientifico dei processi psicosociali da quello intuitivo del senso comune è l’adozione di impianti di ricerca (sperimentali o correlazionali) che prevedono procedure di raccolta e di analisi dei dati (sia quantitativi che qualitativi; sia espliciti che impliciti) che siano controllabili e trasparenti, non contraddittorie e che prevedano esplicite definizioni dei loro limiti di validità.

    2) Area della psicologia sociale

    È l’area centrale e maggioritaria di PPSDCE. I docenti che insegnano e ricercano in questo ambito condividono una concezione ampia della psicologia sociale. L’idea di fondo è che la disciplina debba costantemente rinnovarsi per cogliere fenomeni e dinamiche emergenti della vita sociale. Questo ha favorito lo sviluppo di studi innovativi – e in qualche caso unici nel panorama italiano – che si sono affiancati ai temi tradizionali di indagine della psicologia sociale (studio degli atteggiamenti, delle opinioni, delle rappresentazioni sociali, dei gruppi, del pregiudizio, ecc.).

    I docenti sono quindi impegnati in attività di ricerca e di didattica centrate sulle ricadute psicosociali delle grandi trasformazioni che caratterizzano la contemporaneità: l’automazione, l’ecologia, le problematiche giovanili, le innovazioni scientifiche.

    Una seconda area riguarda invece le trasformazioni sociali connesse ai fenomeni migratori da una parte e alla ridefinizione dei ruoli sociali tradizionali dall’altra. I docenti del corso hanno sviluppato programmi di ricerca focalizzati sulle differenze di genere, etniche, culturali e religiose, e sui conflitti che ne derivano. Si sono occupati di esplorare gli stereotipi e il livello di pregiudizio verso i gruppi minoritari e la loro influenza sui comportamenti discriminatori. Questi studi hanno come fine l’individuazione di strategie che concorrano al  miglioramento delle relazioni all’interno del contesto sociale considerando il ruolo centrale delle istituzioni, della scuola, del mondo politico e della comunicazione. In quest’area viene infatti valorizzato il modello della ricerca azione o ricerca intervento, che considera la ricerca di base e quella applicata non come due prospettive distinte ma nelle loro continue, necessarie interazioni. Esse trovano particolare riscontro nei settori no-profit e negli interventi nelle comunità, per la promozione del benessere psicologico e di un clima psicosociale positivo.

    3) Area delle applicazioni professionali nell’ambito organizzativo ed economico

    In PPSDCE, la solida preparazione nelle due precedenti aree è il presupposto culturale e scientifico che permette agli studenti in formazione lo sviluppo di concrete applicazioni della psicologia in ambiti strategici della vita socio-economica. In questa area delle applicazioni distinguiamo tre grandi filoni: la psicologia del lavoro e delle organizzazioni, la psicologia economica e la psicologia della salute.

    La psicologia del lavoro e delle organizzazioni è un “antico” settore della psicologia oggi più che mai importante e rivitalizzato da nuovi studi che seguono i veloci cambiamenti del mercato del lavoro degli ultimi anni. I docenti hanno così sviluppato ricerche sul benessere e sullo stress nei luoghi di lavoro, sul lavoro degli insegnanti, sui lavoratori atipici, sui lavoratori esodati e su altri temi di stretta attualità come la gestione della qualità (TQM e certificazione ISO).

    La psicologia economica è uno dei settori che caratterizza fortemente PPSDCE, in primo luogo perché si può sostenere che la psicologia economica italiana è nata nell’Università di Milano-Bicocca. Oggi quasi ogni settore dell’economia è studiato anche sul piano psicologico e in PPSDCE, accanto ai temi tradizionali della psicologia economica, sono state sviluppate in modo particolare competenze nel settore della psicologia dei consumi, che viene indagato con approcci e tecniche di indagine molto innovative, della finanza e della psicologia fiscale.

    Infine, la psicologia della salute, anch’essa nata in Italia dagli sforzi congiunti di vari atenei tra i quali Milano-Bicocca, Questa disciplina ha come obiettivo il favorire la salute e il benessere degli individui, delle organizzazioni e della società.

    Ambiti occupazionali

    Le/I laureate/i in PPSDCE sono anzi tutto potenziali professionisti e quadri con competenze avanzate nel funzionamento delle organizzazioni intese in senso ampio. Questa competenza favorisce il loro rapido inserimento lavorativo, anche in contesti “difficili”, caratterizzati da complessità e conflittualità interne ed esterne alle organizzazioni. La spontanea selezione delle laureate e dei laureati sulla base dell’interesse per i temi sociali ed economici, nel senso allargato e includente sopra accennato, favorisce, inoltre, una buona predisposizione alla necessaria formazione aziendale interna centrata sulle peculiarità tecniche e gestionali dell’organizzazione che li accoglie. Da ciò consegue una buona capacità di lavoro anche in percorsi professionali non strettamente psicologici. Per esempio, alcune/i laureate/i in PPSDCE che hanno iniziato la loro vita professionale lavorando in un ufficio del personale, hanno poi sviluppato una carriera in funzioni organizzative diverse, e hanno vissuto questo passaggio con minori rigidità rispetto a quella di altre figure di laureati che seguono un percorso analogo. Questa flessibilità di ordine generale si accompagna all’acquisizione di competenze tecnico-professionali – talvolta uniche nel panorama italiano – che, come si è accennato sopra, vengono sviluppate, oltre che nei corsi regolari, grazie agli approfondimenti nel lavoro di tesi, nei tirocini, nei laboratori e negli stage, così come in occasioni meno formalizzate di partecipazione alla vita scientifica e di ricerca dei docenti.

    Durante il corso di laurea, inoltre, le studentesse e gli studenti acquisiscono delle conoscenze specifiche sull’origine e sulle dinamiche delle disuguaglianze. Queste competenze rendono le/i laureate/i in PPSDCE in grado di intervenire nella prevenzione e nella riduzione del disagio sociale, sia nella forma acuta sia in quella “cronica” (gruppi svantaggiati, marginalità, comportamenti devianti), nel recupero dell’emarginazione e nella promozione del benessere sociale. Le laureate e i laureati in PPSDCE possono, dunque, trovare sbocchi professionali nei servizi pubblici, negli enti pubblici e privati del terzo settore. In questo contesto potranno intervenire a livello di individuo e di gruppo, con ricerche-intervento, programmi di formazione e consulenze volte all’individuazione di “buone pratiche” sui problemi, ad esempio, posti dalle relazioni tra i generi e dai rapporti e conflitti sociali tra i diversi gruppi etnici. Queste loro competenze sono anche spendibili in altri contesti complessi, come le aziende (o le associazioni/consorzi di aziende), che si trovino a gestire livelli significativi di queste problematiche.

    Documentazione e approfondimenti

    Link alla pagina di Offerta Formativa – Psicologia dei Processi Sociali, Decisionali e dei Comportamenti Economici (Magistrale) presente nel portale di Ateneo.